Chi applica davvero gli IFRS, e chi no
Gli IFRS sono emanati dall’International Accounting Standards Board e sono stati adottati, integralmente o previo recepimento locale, in un gran numero di giurisdizioni. L’adozione non è mai automatica: ciascuna giurisdizione stabilisce quali soggetti debbano applicare i principi, da quale data e con quali eventuali modifiche locali. Per questo l’affermazione di «supportare gli IFRS» vale meno di quanto sembri finché non si sa di quale giurisdizione, di quale tipo di soggetto e di quale quadro di rendicontazione si parla.
Le differenze pesano soprattutto quando un gruppo rendiconta in più mercati. Una capogruppo saudita con una controllata canadese e una società operativa statunitense può trovarsi a redigere i conti secondo tre corpi di regole contemporaneamente, per poi consolidarli in uno solo. Il sistema sottostante deve conservare un dettaglio sufficiente a servirli tutti, perché un criterio di valutazione mai registrato non si può ricostruire a posteriori.
- L’Arabia Saudita richiede gli IFRS come recepiti dalla SOCPA, che emana i principi recepiti e gli eventuali requisiti e informative aggiuntivi a livello locale.
- Il Canada richiede gli IFRS per le imprese con obbligo di pubblica rendicontazione; le imprese private possono applicare invece gli ASPE, un quadro canadese distinto.
- Gli Stati Uniti applicano gli US GAAP, emanati dal FASB, per i soggetti nazionali. Gli US GAAP non sono gli IFRS, e i due differiscono nella sostanza oltre che nella formulazione.
- L’IFRS for SMEs è un principio distinto e più leggero, con requisiti ridotti di rilevazione, valutazione e informativa, applicabile dove la giurisdizione lo consente.
- Nel resto dell’area MENA l’adozione varia da Paese a Paese e per tipo di soggetto: occorre quindi verificare il quadro applicabile anziché presumere un’impostazione regionale predefinita.
IFRS 15: i ricavi sono un problema di dati prima che di principi
L’IFRS 15 definisce un modello in cinque fasi: identificare il contratto con il cliente, identificare le obbligazioni di fare contenute nel contratto, determinare il prezzo dell’operazione, ripartire il prezzo tra le obbligazioni di fare e rilevare i ricavi quando, o man mano che, ciascuna obbligazione viene adempiuta. Sulla carta le fasi sono semplici. Il lavoro sta nell’applicarle a contratti reali.
La conseguenza per i sistemi è che i ricavi non possono più essere un sottoprodotto dell’emissione di una fattura. Un unico contratto può contenere più obbligazioni di fare adempiute in momenti diversi, alcune in un determinato momento e altre nel corso del tempo, mentre la fatturazione segue un calendario negoziato per ragioni di cassa che non ha nulla a che vedere né con le une né con le altre. Se il libro mastro conosce soltanto la fattura, la differenza tra importi fatturati e ricavi rilevati non ha dove stare, e attività e passività derivanti da contratto vanno ricostruite a mano su un foglio di calcolo a ogni periodo.
Un sistema che supporta l’IFRS 15 gestisce il contratto come oggetto a sé stante: le obbligazioni che contiene, il prezzo attribuito a ciascuna, il metodo e le evidenze con cui si misura l’avanzamento quando i ricavi sono rilevati nel corso del tempo, il corrispettivo variabile e l’eventuale limitazione applicata, e il piano di rilevazione che ne deriva e che alimenta la contabilità generale con una propria cadenza. Skyline Nexus conserva i piani di rilevazione dei ricavi a livello di contratto separati dal piano di fatturazione, così che ricavi rilevati, importi fatturati e l’attività o passività derivante da contratto che ne risulta siano ciascuno riconducibili al contratto che li ha generati.
IFRS 16: i leasing e i dati che il sistema deve conservare
Con l’IFRS 16 il locatario iscrive di norma i leasing in bilancio, rilevando un’attività per il diritto d’uso e una corrispondente passività del leasing, con esenzioni limitate per i leasing a breve termine e per quelli relativi a beni di modesto valore. Cambia anche la forma dell’effetto sul conto economico: l’ammortamento del diritto d’uso e gli interessi sulla passività sostituiscono un canone rilevato a costo in modo lineare.
Questa valutazione non si ottiene da un canone registrato ogni mese su un conto di costo. Il sistema deve conoscere la data di decorrenza, la durata del leasing comprese le opzioni il cui esercizio è ragionevolmente certo, il piano dei pagamenti con le sue componenti fisse e variabili, il tasso di attualizzazione applicato e la cronologia delle rideterminazioni quando i termini vengono modificati o cambia la valutazione di un’opzione. Ognuno di questi dati deve restare disponibile, perché il revisore chiederà come è stata determinata la passività iniziale e come si è movimentata.
- Registro dei leasing contratto per contratto, con durata, pagamenti, tasso di attualizzazione e indicazione dell’eventuale esenzione applicata.
- Piano di ammortamento della passività e ammortamento del diritto d’uso, prodotti come prospetti e non come scritture manuali.
- Cronologia delle rideterminazioni, così che un leasing modificato mostri la valutazione originaria, quella rivista e il motivo del cambiamento.
- Analisi delle scadenze dei pagamenti per leasing a supporto degli obblighi di informativa.
IAS 16, IAS 2, IAS 21 e IAS 36 in sintesi
Lo IAS 16 disciplina gli immobili, impianti e macchinari. Le parti significative di un bene con vite utili diverse si ammortizzano separatamente: per questo la scomposizione per componenti è un requisito strutturale e non una preferenza di presentazione. Il principio richiede una stima della vita utile e del valore residuo, rivista almeno annualmente, e un metodo di ammortamento che rifletta il modo in cui i benefici del bene vengono consumati. Dopo la rilevazione iniziale l’entità sceglie, per classe di beni, tra il modello del costo e il modello della rideterminazione del valore, e quest’ultimo comporta propri obblighi di valutazione e di informativa.
Lo IAS 2 valuta le rimanenze al minore tra costo e valore netto di realizzo, con il costo determinato secondo il metodo FIFO o del costo medio ponderato, applicato in modo uniforme a rimanenze di natura e impiego simili. Il LIFO non è ammesso dagli IFRS, pur restando consentito dagli US GAAP. Questa sola differenza può modificare in misura rilevante il costo del venduto e le rimanenze finali, ed è una delle ragioni più evidenti per cui un gruppo non può dare per scontato che la configurazione dei costi della società statunitense si trasferisca tale e quale a un’entità che rendiconta secondo gli IFRS.
Lo IAS 21 distingue la valuta funzionale, cioè la valuta dell’ambiente economico prevalente in cui l’entità opera, dalla valuta di presentazione, in cui è redatto il bilancio. Le operazioni si registrano nella valuta funzionale al cambio della data dell’operazione. A ogni data di riferimento del bilancio gli elementi monetari si convertono al cambio di chiusura, mentre gli elementi non monetari valutati al costo storico non vengono riconvertiti. Per farlo correttamente il sistema deve conservare a livello di riga la valuta, l’importo e il cambio originari dell’operazione, anziché memorizzare soltanto il valore convertito.
Lo IAS 36 riguarda la riduzione di valore. In sintesi, a ogni data di riferimento l’entità valuta se vi siano indicatori di una possibile perdita di valore di un’attività e, in caso affermativo, ne stima il valore recuperabile, pari al maggiore tra il fair value al netto dei costi di dismissione e il valore d’uso. Si ha una perdita per riduzione di valore quando il valore contabile supera il valore recuperabile. Alcune attività, tra cui l’avviamento, sono sottoposte a verifica ogni anno a prescindere dagli indicatori. Le valutazioni spettano al redattore del bilancio; il contributo del software è un valore contabile affidabile su cui eseguire la verifica e un luogo in cui registrarne l’esito e l’eventuale ripristino, dove consentito.
La parte onesta: nessun software è certificato IFRS
Non esiste alcun organismo che certifichi un software contabile come conforme agli IFRS, e quindi non esiste alcun certificato da possedere. La conformità agli IFRS è una proprietà di un bilancio, frutto delle valutazioni che il redattore compie e che il revisore verifica. Un fornitore non può compiere quelle valutazioni al vostro posto, e chi sostiene che un prodotto sia conforme di per sé descrive qualcosa che non esiste.
Ciò che il software fa davvero è più circoscritto e più utile. Conserva i dati richiesti dai principi al livello di dettaglio che richiedono. Applica i controlli che mantengono quei dati affidabili: separazione dei compiti, periodi chiusi, una traccia di revisione che registra chi ha modificato che cosa e quando. Produce i prospetti e le informative di cui il redattore ha bisogno, in una forma che si riconcilia con la contabilità generale senza ricostruzioni manuali. Quando un sistema fallisce, di solito fallisce sul primo di questi punti, e nessuna reportistica può recuperare un dettaglio che non è mai stato rilevato.
Che cosa chiedere a un fornitore
Ponete domande a cui si può rispondere solo con una dimostrazione. Ogni risposta qui sotto dovrebbe essere mostrata nel prodotto con dati reali, non descritta in una slide, e ogni risultato dovrebbe riconciliarsi con la contabilità generale senza un foglio di calcolo in mezzo.
Skyline Nexus gestisce i beni a livello di componente, registra ogni operazione nella valuta originaria insieme al cambio applicato e produce prospetti dei cespiti e dei leasing che un revisore può riconciliare con il libro mastro. È un’affermazione su ciò che il sistema conserva e produce. Le valutazioni restano vostre, e il giudizio resta quello del vostro revisore.
- Il registro cespiti può gestire i componenti di un singolo bene con vite utili, metodi e cronologia di rideterminazione distinti, e produrre un registro che si riconcilia con il libro mastro?
- I ricavi possono essere pianificati a livello di contratto e di obbligazione di fare, indipendentemente dal piano di fatturazione, con attività e passività derivanti da contratto che discendono da quel piano?
- I leasing possono essere gestiti con durata, pagamenti, tasso di attualizzazione e cronologia delle rideterminazioni, producendo i prospetti della passività e del diritto d’uso e un’analisi delle scadenze?
- La multivaluta è registrata a livello di operazione, conservando valuta, importo e cambio originari, con un trattamento distinto degli elementi monetari e non monetari alla data di riferimento?
- La valorizzazione delle rimanenze può essere impostata su FIFO o costo medio ponderato, con svalutazioni al valore netto di realizzo registrate e ripristinabili dove il principio lo consente?
- Esistono una traccia di revisione non modificabile, il blocco dei periodi e un controllo per ruoli sulle registrazioni e sulle modifiche di configurazione?
- Gli stessi dati di base possono servire un quadro diverso per una controllata, come gli ASPE o gli US GAAP, senza doverli reinserire?
Domande frequenti
Esiste un software contabile certificato IFRS?
No. Non esiste una certificazione IFRS per il software e nessun organismo la rilascia, perché la conformità agli IFRS è una proprietà del bilancio e non di un sistema. La conformità poggia sulle valutazioni compiute dal redattore e verificate dal revisore; il software le supporta conservando i dati richiesti, applicando i controlli e producendo prospetti e informative.
Gli Stati Uniti applicano gli IFRS?
No. I soggetti nazionali negli Stati Uniti rendicontano secondo gli US GAAP, emanati dal Financial Accounting Standards Board. Gli emittenti privati esteri possono, in determinate circostanze, depositare i conti secondo gli IFRS emanati dallo IASB, ma un gruppo con sede negli Stati Uniti non dovrebbe presumere che il proprio quadro di rendicontazione siano gli IFRS.
Quali principi contabili si applicano in Arabia Saudita?
L’Arabia Saudita richiede gli IFRS come recepiti dalla SOCPA, la Saudi Organization for Chartered and Professional Accountants. La SOCPA emana i principi recepiti insieme agli eventuali requisiti e informative aggiuntivi a livello locale, per cui il quadro applicabile è la versione recepita e non gli IFRS emanati dallo IASB considerati isolatamente.
Perché il LIFO non è ammesso dagli IFRS?
Lo IAS 2 ammette per la determinazione del costo delle rimanenze soltanto il FIFO o il costo medio ponderato, e il LIFO non è tra questi. Il LIFO resta consentito dagli US GAAP, per cui un gruppo che rendiconta secondo entrambi i quadri può dover valorizzare in modo diverso le stesse rimanenze fisiche, con effetti sul costo del venduto e sulle rimanenze finali.
Che cosa richiede l’IFRS 16 che un sistema conservi per ogni leasing?
Per valutare il diritto d’uso e la passività del leasing il sistema deve conoscere la data di decorrenza, la durata comprese le opzioni il cui esercizio è ragionevolmente certo, il piano dei pagamenti con le componenti fisse e variabili e il tasso di attualizzazione applicato. Serve inoltre la cronologia delle rideterminazioni, così che modifiche e cambi di valutazione siano tracciabili dalla valutazione originaria a quella attuale.
Questa guida fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza fiscale, contabile o legale. Le regole variano da Paese a Paese e cambiano nel tempo; prima di agire, verificare la situazione vigente presso la propria autorità fiscale o un consulente qualificato.
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