Due tipi di documento, due insiemi di regole
La fatturazione elettronica saudita distingue la fattura fiscale standard, usata tra imprese, e la fattura fiscale semplificata, usata verso i consumatori: di norma lo scontrino consegnato alla cassa. Le due differiscono per ciò che devono riportare, per il momento in cui arrivano alla ZATCA e per ciò che le rende emesse.
Sbagliare il tipo non è una questione di forma. Una fattura standard emessa come semplificata salta la convalida, il che significa che l’acquirente ha in mano un documento che non è una fattura fiscale valida e sul quale non può detrarre con sicurezza l’IVA a credito.
Che cosa deve riportare una fattura fiscale standard
Oltre agli ovvi numero e data della fattura, una fattura standard identifica per intero entrambe le parti:
Gli importi sono espressi in riyal sauditi. Se fatturate in un’altra valuta, devono essere presenti sia il controvalore in riyal sia il tasso di cambio utilizzato.
- Denominazione, indirizzo e numero di registrazione IVA del cedente.
- Denominazione e indirizzo dell’acquirente e, se l’acquirente è registrato ai fini IVA, il suo numero di registrazione IVA.
- Data di emissione della fattura e, se diversa, data della cessione o prestazione.
- Per ogni riga: descrizione, quantità, prezzo unitario e aliquota IVA applicata.
- Imponibile, importo dell’IVA e totale da pagare, ciascuno indicato separatamente.
- La motivazione, quando una riga è ad aliquota zero o esente anziché tassata all’aliquota ordinaria.
Che cosa deve riportare una fattura semplificata
Una fattura semplificata omette gran parte dei dati dell’acquirente, perché il consumatore alla cassa non viene identificato, ma mantiene l’identificazione completa del cedente, il dettaglio delle righe, il riepilogo dell’IVA e il codice QR. L’alleggerimento riguarda l’acquirente, mai l’imposta.
Il codice QR è una struttura precisa, non un link
Un codice QR che contiene l’URL del vostro portale clienti non soddisfa il requisito. Il codice deve riportare campi definiti in una codifica binaria tag-lunghezza-valore, codificata in base64: denominazione del cedente, numero di registrazione IVA, marca temporale della fattura, totale della fattura IVA inclusa e importo dell’IVA, con l’aggiunta dei dati di firma e della chiave pubblica per i documenti di fase 2.
Chiunque abbia un telefono può verificarlo, ed è proprio questo lo scopo. È anche il motivo per cui un QR che si visualizza correttamente ma codifica un totale sbagliato è una vera non conformità, non un semplice difetto di visualizzazione.
Presentazione bilingue
L’arabo è obbligatorio sulla fattura. Un sistema che produce etichette in arabo ma ne spezza la scrittura, con lettere staccate, testo invertito o glifi mancanti nel font del PDF, genera un documento tecnicamente bilingue e in pratica inutilizzabile. Controllate un PDF generato e uno scontrino termico stampato, non soltanto lo schermo: questi tre canali di resa si guastano in modi diversi.
Note di credito e di debito seguono la fattura
Una rettifica è un documento a sé. Note di credito e note di debito sono soggette agli stessi requisiti di conformità della fattura che rettificano, devono richiamare la fattura originale e seguono lo stesso percorso di convalida o di comunicazione. Annullare una fattura convalidata cancellandola non è possibile: lo strumento è la rettifica, che lascia intatta la pista di controllo.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra fattura fiscale standard e fattura fiscale semplificata?
La fattura fiscale standard si usa tra imprese; la fattura fiscale semplificata si usa verso i consumatori, di norma lo scontrino consegnato alla cassa. Differiscono per ciò che devono riportare, per il momento in cui arrivano alla ZATCA e per ciò che le rende emesse. Sbagliare il tipo non è una questione di forma: una fattura standard emessa come semplificata salta la convalida, quindi l’acquirente ha un documento che non è una fattura fiscale valida e sul quale non può detrarre con sicurezza l’IVA a credito.
Che cosa deve riportare una fattura fiscale standard?
Oltre a numero e data, identifica per intero entrambe le parti: denominazione, indirizzo e numero di registrazione IVA del cedente; denominazione e indirizzo dell’acquirente e, se registrato ai fini IVA, il suo numero IVA. Riporta inoltre la data di emissione e, se diversa, quella della cessione, e per ogni riga descrizione, quantità, prezzo unitario e aliquota IVA, con imponibile, IVA e totale da pagare indicati separatamente e la motivazione per le righe ad aliquota zero o esenti. Gli importi sono in riyal sauditi e, se fatturate in un’altra valuta, devono comparire il controvalore in riyal e il tasso di cambio utilizzato.
Il codice QR può essere semplicemente un link al nostro portale clienti?
No. Un codice QR che contiene un URL non soddisfa il requisito. Il codice deve riportare campi definiti in una codifica binaria tag-lunghezza-valore, codificata in base64: denominazione del cedente, numero di registrazione IVA, marca temporale, totale della fattura IVA inclusa e importo dell’IVA, con i dati di firma e della chiave pubblica aggiunti per i documenti di fase 2. Chiunque abbia un telefono può verificarlo, ed è per questo che un QR che si visualizza bene ma codifica un totale sbagliato è una non conformità e non un difetto di visualizzazione.
La fattura deve essere in arabo?
L’arabo è obbligatorio sulla fattura. Un sistema che produce etichette in arabo ma ne spezza la scrittura, con lettere staccate, testo invertito o glifi mancanti nel font del PDF, genera un documento tecnicamente bilingue e in pratica inutilizzabile. Controllate un PDF generato e uno scontrino termico stampato, non soltanto lo schermo, perché questi tre canali di resa si guastano in modi diversi.
Come si annulla o si rettifica una fattura già convalidata?
Non cancellandola: questa possibilità non esiste. La rettifica è un documento a sé: note di credito e note di debito sono soggette agli stessi requisiti di conformità della fattura che rettificano, devono richiamare la fattura originale e seguono lo stesso percorso di convalida o di comunicazione. Rettificare in questo modo è ciò che lascia intatta la pista di controllo.
Questa guida fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza fiscale, contabile o legale. Le regole variano da Paese a Paese e cambiano nel tempo; prima di agire, verificare la situazione vigente presso la propria autorità fiscale o un consulente qualificato.
Pronto a gestire la Sua attività in un unico spazio di lavoro?